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FERRATESE PARFUM

EGO (ἘΓΏ) – LA TUA BELLEZZA
ANTRON (ἌΝΤΡΟΝ) – GROTTA
PEOS (ΠΗΌΣ) – AFFINITÀ, COMPLICITÀ


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Descrizione

La linea di profumi “Ferratese” è un omaggio al trionfo dei colori e profumi dei Castelli Romani, che da sempre vedono i turisti di ognidove rimanere incantati con lo sguardo immerso tra le ville, laghi, boschi ed i profumi di queste terre. Complice dell’idea è un libro letto di recente trovato nella biblioteca dell’Abbazia di Grottaferrata. Un libro che nonostante i suoi oltre 400 anni ha mantenuto inalterato il suo coinvolgente fascino e mostra al lettore un paesaggio ricco di luoghi unici per straordinaria bellezza e di magiche atmosfere.

 

 

Si racconta, infatti, che intorno alla fine del 1500, il Cardinale Giuliano della Rovere, all’epoca Abate Commendatario, fece costruire degli edifici residenziali all’interno dell’Abbazia di Grottaferrata. Questi sarebbero serviti per dare riposo a nobili e cavalieri in visita.

 

 

Gli appartamenti si affacciavano proprio sulla corte di ingresso, ed oggi come a quel tempo, era adornata con piante di agrumi, palme, gelsomini e ciclamini di ogni colore, sistemati a regola d’arte dai maestri giardinieri, guidati sapientemente da Giuliano da Sangallo, architetto dei nobili dell’epoca, affinché “l’ospite” rimanesse colpito in modo indelebile dai colori e dai profumi che il giardino rilasciava.

 

 

Si narra, infatti, che “avendo messo il palazzo completamente a disposizione dei nobili invitati da ognidove per festeggiare il matrimonio del figlio maggiore, il Conte Farnese chiese al Cardinale della Rovere di ospitare alcuni tra quelli che, per riguardo, non potevano alloggiare presso gli appartamenti della servitù. A fronte di una generosa offerta per continuare l’opera di ristrutturazione della fortificazione della Abbazia, il Cardinale accettò di ospitare gli “amici” che il Conte Farnese avesse inviato presso di lui.”

 

 

Il racconto continua dicendo che, “tra gli illustri ospiti che arrivarono presso le residenze dell’Abbazia, c’era anche una famiglia che, affinché fosse presentata nei palazzi della nobiltà romana, aveva portato anche la figlia maggiore: una bellissima ragazza dagli occhi azzurri e capelli biodo platino.”

Sembra che la mattina della loro partenza, “appena usciti dal portone principale della Abbazia, il cocchiere della carrozza con la quale viaggiava la famiglia, non sapesse bene la strada per raggiungere la via Francigena. Allora, visto un cavaliere avvicinarsi sul proprio destriero, il cocchiere fermò inaspettamente la carrozza. La fermata fu così improvvisa e brusca che gli occupanti spostarono le tendine per capirne il motivo. Nonostante il padre volesse un comportamento meno impulsivo, la ragazza, fu la prima ad affacciarsi dal finestrino per capire il motivo.

 

Il cavaliere, sceso dal suo cavallo, si accorse subito della bellezza della fanciulla. Il cocchiere chiese le indicazioni a gran voce ed il cavaliere, rivolgendosi alla fanciulla spiegò la strada. Si guardarono intensamente, magicamente, e lei gli sorrise. Il padre se ne accorse e fece l’unica cosa che i due non avrebbero voluto che facesse: rompere quell’incantesimo. Il genitore, infatti, mise la testa fuori dal finestrino opposto e rivolgendosi al cocchiere, diede, quasi urlando, le indicazioni appena date alla figliola. Il cavaliere, allora, raccolse un fiore dall’aiuola accanto all’ingresso dell’Abbazia e lo porse alla fanciulla, poi, salutò sorridendo augurando un buon viaggio. La carrozza si allontanò con la fanciulla che, con gli occhi accesi di passione urlò “Tornerò”. La vide allontanarsi col fiore tra le dita mentre ne sentiva il profumo.

 

 

Il racconto finisce con il cavaliere che, sentita la necessità del cardinale di dotare l’Abbazia di un corpo di guardia per prevenire eventuali saccheggi che, nel periodo di lotta per il potere pontifici, avevano visto distrutte e rubate importanti opere e ornamenti preziosi, rimase come comandante delle guardie con la speranza di rivedere la fanciulla.”

 

Ed è sulla scia di questo racconto che ha preso corpo l’idea di omaggiare la bellezza dei Castelli Romani con una linea di profumi che, oggi come ieri, racchiude le sensazioni olfattive di profumi ed aromi naturali, dando loro un’espressione unica di emozioni che in ognuno di noi lascia il segno eterno di un momento magico.

 

 


  

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